Berlin Zoo Ain’t So Fun

  • Fields:
    Reportage
  • Client:
    Personal

Berlin Zoo Ain’t So Fun is an unusual collection of portraits of animals in the Berlin zoo. This project, through a dramatic characterization of the image, wants to show a mildly sad and melancholic side of the condition of captive subjects.

[ITA] Berlin Zoo Ain’t So Fun (lo zoo di Berlino non è cosi’ divertente) è un insolita raccolta di ritratti di animali nello zoo di Berlino. Scopo del progetto, attraverso una caratterizzazione drammatica delle immmagini, è mostrare un lato velatamente triste e malinconico della condizione di cattività dei soggetti.


Il 19 marzo 2011 a soli 4 anni Knut, l’orso bianco più famoso del mondo, è improvvisamente crollato davanti agli occhi di circa 700 visitatori dello zoo di Berlino. Secondo un’indagine svolta dalla Peta(People for the ethical treatment of animals) Il celebre orso soffriva di gravi “disturbi aratteriali” e Il suo comportamento sarebbe peggiorato negli ultimi anni. Frank Albrecht e Edmund Haferbeck, due esperti della Peta, per due annihanno studiato tutti gli orsi polari che vivono negli zoo della Germania.
Gli animali sono stati filmati, fotografati ed i loro comportamenti sono stati studiati attentamente. Su 34 orsi presi in esame, 27 hanno mostrato disturbi caratteriali e nel caso di Knut i sintomi erano di gran lunga più intensi rispetto a quelli di altri orsi.

Ma non è necessario andare fino a Berlino per scoprire che gli animali reclusi negli zoo soffrono: in Italia gli esempi non mancano, come denuncia da sempre la LAV. Se guardati con occhio attento, gli animali degli zoo denunciano le loro condizioni alienanti di vita. Rinchiusi tra sbarre, sdraiati sul cemento o costretti tra le pozze d’acqua artificiali, le rocce e gli scenari bucolici degli exibit volti a creare, nel visitatore più che nell’animale, l’illusione di habitat naturali; in climi spesso assai diversi da quelli del loro luogo d’origine gli animali manifestano di frequente sintomi di alterazione del comportamento e disagi fisici.

Il presidente dell’Associazione Culturale Veterinaria di Salute Pubblica, Dott.Enrico Moriconi, spiega invece che: “Anche nel caso in cui i giardini zoologici dilatino gli spazi e sostituiscano le recinzioni con fossati invalicabili, rimane molto dubbio il fatto che riescano a garantire un ambiente adeguato agli animali. Proprio perché il comportamento è strettamente dipendente dall’ambiente naturale, se questo non è garantito non lo è neanche il comportamento. La valutazione etologica delle condizioni di vita degli animali presenti nelle strutture, sulla base delle conoscenza scientifiche, non può che essere quella di una condizione di malessere degli animali oggettivamente verificabile dall’osservazione del comportamento”

Related Entries

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi